Per Costruire il Futuro

Logo sito
Elezioni Amministrative
7 – 8 Giugno 2026

Tempio, insieme ai Comuni di Calangianus, Oschiri e Berchidda, ricomprende nel proprio territorio porzioni del massiccio del Monte Limbara che, con Punta Sa Berritta, raggiunge i 1.362 metri e si colloca tra le cime più alte della Sardegna.

Si tratta di un patrimonio paesaggistico e ambientale immenso. In attesa del decollo dell’auspicato parco, che potrebbe attrarre importanti finanziamenti per la tutela della flora e dell’intero compendio, occorre adottare, per il territorio ricadente nel Comune di Tempio, soluzioni orientate a una fruizione turistica sostenibile e rispettosa dei luoghi.

A Curadureddu, porta d’accesso al Monte Limbara, è stato realizzato il museo d’arte ambientale, con il progetto di recupero dell’ex vivaio delle trote, a ridosso della ex colonia montana e nei pressi del Rio Pisciaroni.

Tale struttura, interamente realizzata in conci di granito e concepita in modo da confondersi con le rocce presenti in loco, offre al visitatore un primo approccio con l’ambiente circostante e lo invita a percorrere la vasta rete sentieristica che conduce sino a Vallicciola e oltre.

La realizzazione di un ponte tibetano sul Rio Pisciaroni potrebbe costituire una forte attrazione per i visitatori, creando un flusso ordinato e consapevole di presenze e favorendo il presidio del vasto compendio.

In un’ottica di tutela e fruizione sostenibile del territorio, è ipotizzabile anche la realizzazione di strutture di sosta leggere e compatibili con il contesto ambientale, destinate a permanenze temporanee di visitatori interessati a esperienze abitative a stretto contatto con la natura.

Merita attenzione anche ciò che resta della ex base USA, cruciale centro di comunicazione radio del Mediterraneo, definitivamente dismessa nel 1993. Le maestose parabole radar, che durante la Guerra fredda monitoravano ciò che accadeva nel Mediterraneo, rappresentano una testimonianza storica e tecnologica di grande suggestione.

Il sito, oggi di competenza regionale, versa in condizioni di forte degrado. In una prospettiva di riutilizzo come Museo dell’archeologia industriale delle comunicazioni radar, occorrerebbe prevedere un intervento di messa in sicurezza, demolizione e rimozione delle opere murarie incongrue, delle attrezzature e dei macchinari deteriorati, salvaguardando le strutture radar per una riconversione a fini turistici, culturali e amatoriali.