Viviamo in un tempo nel quale la riduzione delle emissioni di CO₂ e la produzione di energia da fonti rinnovabili rappresentano obiettivi imprescindibili. Accanto all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, si registra il proliferare di impianti fotovoltaici ed eolici, spesso collocati su aree private e realizzati da società multinazionali.
Questi interventi, se non correttamente governati, rischiano di lasciare poco al territorio in termini economici e molto, invece, in termini di impoverimento paesaggistico e ambientale, occupando zone pregiate che da sempre caratterizzano l’immediata periferia della città e il territorio agricolo circostante.
La parte pedemontana del Limbara è stata già interessata dalla presenza di estese superfici di pannelli fotovoltaici, con un impatto rilevante su luoghi tradizionalmente destinati anche ad attività agricole e produttive.
Occorre dunque definire, per quanto rientri nelle competenze comunali e in costante interlocuzione con l’Amministrazione regionale, modalità, criteri e limiti per ulteriori realizzazioni di impianti fotovoltaici ed eolici, salvaguardando le aree di maggiore pregio ambientale, paesaggistico e produttivo.
Alternative valide, che non comportano nuovo consumo di territorio, sono rappresentate dalle notevoli superfici di copertura degli opifici industriali presenti nell’area produttiva.
Il loro utilizzo può generare benefici diretti per le attività economiche insediate e agevolare la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili, costituite da cittadini, imprese, enti locali ed enti del terzo settore che si uniscono per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale.